Chi di noi non si ricorda le belle domeniche passate a casa della nonna con tutti i parenti intorno ad una bella tavola imbandita con la tovaglia di fiandra, le porcellane decorate, i bicchieri di cristallo. C’era la consapevolezza che la tavola celebrasse la vita e la cultura, evocando emozioni e ancor di più mantenendo uniti gli amici e la famiglia. Ai giorni nostri, queste tradizioni si sono purtroppo ridotte e il pranzo o la cena non sono più momento di coesione e di confronto. Infatti l’affievolirsi della tavola come luogo privilegiato di riunione della famiglia, a favore di un comportamento alimentare legato all’essenziale nutrizione ci rende sempre più malinconici.

Quindi allestiamo le nostre tavole, ricordandoci che si mangia anche con gli occhi. Presentiamo le pietanze nelle porcellane adeguate, beviamo da calici in cristallo, apriamo la nostra casa al sorriso di parenti e amici, riscopriamo l’arte della convivialità, perché  sedersi attorno ad una bella tavola apparecchiata è il modo più adatto e completo per celebrare il piacere di stare insieme.

Anche la storia dell’umanità ci stimola a questo, ricordandoci che tutte le rivoluzioni cominciano per strada, ma inesorabilmente finiscono a tavola.

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