Cristalli a Reggio Calabria 2017-08-23T16:19:58+00:00

La scoperta di realizzazione di cristallo al piombo risale al 1700. Il cristallo subito divenne simbolo di ricchezza, presente soltanto nelle dimore più suntuose e aristocratiche. Oggigiorno il suo utilizzo è ampio, ma è rimasto inalterato il mito del suo antico fascino, grazie alla lucentezza che solo il cristallo può avere.

Si fa risalire all’Egitto dei Faraoni, circa 3000 a.C., Il grande salto tecnico avviene attorno al 2° secolo a.C. con l’invenzione della soffiatura che sviluppa enormemente le possibilità produttive di questo materiale. I materiali che lo compongono.

Il materiale base è il silicio (sabbie quarzifere) e la qualità dipende in grande misura dalla purezza di questa materia. Alla sabbia quarzifera viene aggiunta la soda (carbonato sodico); si ottiene così il vetro comune.

Il cristallo al piombo è così chiamato perché tra i suoi componenti vi è una percentuale di ossido di piombo. Ha come caratteristiche un maggior peso specifico, una straordinaria lucentezza, specie nelle parti intagliate e molate.

“Secondo una leggenda lungo le coste della Fenicia approdò una nave di mercanti di nitro che si sparsero sulla spiaggia per preparare la cena. Poichè non c’erano a portata di mano delle pietre su cui appoggiare le pentole, essi usarono come sostegni pezzi di nitro presi sulla nave; questi si infuocarono e si mescolarono con la sabbia della spiaggia, dando origine a rigagnoli lucenti di un liquido ignoto: questa sarebbe l’origine del vetro”. (Plinio, Storia Naturale, XXXVI, 191-192)

Nell’ambito dell’Unione Europea è stata stabilita una classifica dei diversi tipi di cristallo, basata sulla percentuale di ossido di piombo.

Ossido di piombo Indice di rifrazione
  • Cristallo superiore
30% 1,545
  • Cristallo al piombo
24% 1,545
  • Cristallino
10% 1,520
I cristalli colorati si ottengono aggiungendo alla massa vetrosa incandescente degli ossidi metallici e in parte anche delle terre rare.

  • Dall’azzurro chiaro all’azzurro scuro

ossido di cobalto

  • Blu

ossido di nichel

  • Verde

ossido do cromo

  • Dal rosso al rubino

oro (metallico) terre rare

  • Giallo

ossido di cerio

  • Lilla

ossido di neodiminio

  • Cristalli soffiati a bocca

    Il lavoro della soffiatura a bocca si svolge con gli stessi movimenti con cui lavoravano i vetrai molti secoli fa. Il vetrai preleva dal crogiolo, con la canna, una certa quantità vetrosa e ne forma una pallina di vetro incandescente, quindi passa la pallina al soffiatore il quale, facendola sempre ruotare, la introduce nell’apposita forma dove, soffiando, le dà la sagomatura voluta.
    Questo è il motivo per la differenza di altezza, di spessore di grossezza di gambo, a volte impercettibile, tra due diversi bicchieri di uguale misura. La differenza è la maggiore garanzia di un prodotto con caratteristiche artigianali.

  • Cristalli ottici

    E’ un particolare sistema di fabbricazione. Gli oggetti vengono raffreddati in determinati punti mentre sono ancora allo stato molle, in modo che alla soffiatura finale i punti raffreddati mantengano il loro spessore, mentre i punti non raffreddati rivelano pareti più sottili, dando luogo a una superficie lievemente ondulata di diverso spessore, il che provoca una differente rifrazione della luce, donde il nome di cristallo ottico.

  • Cristalli incamiciati

    L’incamiciatura consiste in una speciale lavorazione con cui si producono oggetti in cristallo la cui parete è costituita da 2 o più strati di cristallo colorato differente.
    L’incamiciatura semplice, cioè ad un solo strato (che è di gran lunga la più usata) si ottiene immergendo la pallina di cristallo ancora incandescente nella massa fluida del cristallo colorato. Così si ottiene, ad esempio, un calice con il gambo di cristallo trasparente e la parison (la parte superiore) con due strati. Successivamente la parison verrà intagliata ponendo in risalto la brillantezza della parte interna e dà piacevole effetto estetico alla parte colorata.

  • Cristalli molati

    La molatura è la lavorazione successiva più diffusa. Spiana le superfici, le rende più brillanti con effetto prismatico agli spigoli. Al tatto la parte molata solitamente si presenta con spigoli aguzzi e intagli diversi fra di loro, mentre la lavorazione meccanica, viceversa, si presenta con dei tagli arrotondati, uguali fra loro.

Cristalli

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